Grafica

Nota tecnico-estetica dell’Autore sulla Litografia Originale

Nel corso degli anni del mio lavoro di pittore mi sono sempre chiesto quale importanza abbia la trasparenza del colore aldilà della spiegazione meramente tecnica. Ho così cercato di capire il significato inconscio che può produrre nell’animo dello spettatore tutto quanto è trasparenza. In natura tutto quello che non ha trasparenza è, per la maggior parte delle volte, sintomo di poca genuinità (vedi: vino, acqua, ecc.) o di sensazioni spiacevoli (cielo grigio, oscurità ecc.). Si dice anche trasparente di una persona onesta e retta.

In effetti queste sensazioni non cercate ma scritte in modo indelebile nel nostro codice genetico, ci aiutano mirabilmente a comprendere meglio i segni dell’arte. La materia permeata dalla luce vibra nei colori per la meraviglia delle proprie trasparenze. Alcune tecniche pittoriche sperimentate negli ultimi secoli danno l’eccellenza di questo modo di raffigurare. Nel cinque-seicento si raggiungono livelli di incomparabile qualità, che riprese in epoca moderna, vedono il loro apice negli impressionisti francesi, al limite, alcune sfortunate volte, del parossismo.

Il colore esiste perché è permeato dalla luce; allo stesso modo in cui si forma da semplici gocce d’acqua la fantasmagoria dell’iride, il fisico può benissimo spiegare come tutto ciò avviene e profanare con le sue analisi tecniche la poesia dell’infinito. Ciò non serve al poeta che guarda dentro se stesso i riflessi che producono nel proprio sentire le sensazioni innate. In tutto questo devo molto all’aver sperimentato l’arte litografica, che nella sua peculiarità tecnica permette di raggiungere trasparenze e luminosità che nessun’altra tecnica può dare.
Molecole di puro pigmento d’inchiostro, in porzioni infinitesimali, utilizzano il bianco della carta e mantengono la loro purezza e trasparenza anche nelle sovrapposizioni più azzardate.

Di conseguenza anche la tempera più improvvisata e poi trasportata in stampa, selezionando manualmente i vari passaggi dei colori sulle matrici di pietra o metallo, viene nobilitata ed arricchita di variazioni tonali e velature, prima impensate.

Questo stesso momento diventa creazione e dà a chi lo vive emozioni di piacere e stupore inusitato.
Vengono soprattutto evidenziate quelle trasparenze di rara bellezza che facilmente sono comprese ed accettate dal nostro codice genetico, mai come in questa tecnica possiamo ripetere con Picasso: “Io non cerco. Trovo”.

 

Note tecniche sulla Stampa Originale

L’Autore durante la fase del disegno della matrice

Non è esagerato dire che la stampa litografica è l’invenzione che più di tutte ha permesso la divulgazione culturale ed artistica negli ultimi due secoli.

 

Ancora oggi, nella moderna stampa litografica offset vengono utilizzati gli stessi principi basilari, anche se con procedimenti fotomeccanici, inventati sul finire del ‘700 da Luigi Senefelder a Monaco di Baviera.

La litografia è una tecnica di stampa in piano. Differente pertanto dalle tecniche di stampa dove la matrice ha l’immagine a rilievo (xilografia, tipografia) o incisa (calcografia). Questa tecnica si basa sulla repellenza di due sostanze incompatibili tra loro: grasso ed acqua. La superficie delle matrici (pietra o metallo) viene resa impercettibilmente porosa, per far si che durante il disegno trattenga la pasta grassa delle matite e degli inchiostri litografici ed in fase di stampa trattenga l’umidità dell’acqua nelle parti non disegnate o inchiostrate. Così da permettere che il rullo inchiostratore depositi l’inchiostro solo sulla zona immagine.
Sicché pressata la matrice contro un foglio di carta trasferisce su di questa l’opera che si è precedentemente disegnata sulla matrice stessa. Già nel secolo scorso, artisti come Goya, Daumier, Lautrec, ecc., capirono l’importanza di questa tecnica e la utilizzarono egregiamente per le loro espressioni figurative.

Ai nostri giorni purtroppo la tecnica che trasferisce direttamente l’opera dalla matrice disegnata di mano dall’artista comincia ad essere confusa con procedimenti fotomeccanici e riproduttivi che niente hanno a che fare con la stampa d’autore. Ciò ha creato uno stato di disagio tra gli amatori, mercanti, critici e quanti tentano di avvicinarsi al prodotto grafico degli artisti. Moltissima grafica, contrabbandata per originale è invece puro prodotto fotomeccanico di scarso valore economico ed artistico.

L’Autore durante la fase dell’incisione della matrice

La dizione: “stampa originale” è stata coniata in Francia dal comitato nazionale della grafica nel 1964 e nella propria convenzione prescrive che: “…sono considerate incisioni originali le prove tirate in nero o in colore da una o più matrici interamente disegnate e incise di mano dell’artista, qualunque sia la tecnica usata ad esclusione di tutti i procedimenti meccanici o fotomeccanici. solo le stampe rispondenti a questi requisiti hanno diritto a chiamarsi stampe originali”.
Così fotolito, foto-serigrafie, fotoincisioni sono prodotti di poco valore artistico-economico anche se non perdono il loro messaggio poetico come nelle semplici riproduzioni.

Più difficile è camuffare il prodotto originale nella incisione calcografica (acquaforte, puntasecca) ed è per ciò che questa antica tecnica conserva intatto, ancora oggi, tutto il suo valore intrinseco. Nella litografia e specialmente nella serigrafia l’imbroglio è semplicissimo. Soprattutto la serigrafia è quella che più di tutte si presta al prodotto fotomeccanico che poi stampato su supporti inconsueti confonde l’incauto compratore ed arricchisce il furbo produttore. Inoltre la serigrafia può essere stampata in migliaia di esemplari con la stessa intensità di colore e di disegno, utilizzando inchiostri coprenti che poco hanno a che fare con i principi basilari delle espressioni pittoriche e grafiche. Per cui è semplicemente ridicolo il numerarle e firmarle in calce.

L’Autore durante la fase di inchiostrazione e stampa

Negli ultimi anni si assiste al vezzo di alcuni artisti e mercanti che danno valore a prodotti manuali o fotomeccanici in bianco e nero ritoccati e colorati a mano. Questa tecnica è da considerare mortificante per chi la produce e deleteria per chi l’acquista; può essere accettata la colorazione manuale come opera unica nella sua alta espressione artistica, mai invece su decine e decine di opere ripetute manualmente come in una catena di montaggio; immaginate Leonardo Da Vinci alle prese con 100 Gioconde contemporaneamente, oppure il contadino che non potendo fare del vino a giusta gradazione alcolica aggiunge zucchero al mosto durante la fermentazione o successivamente alcool etilico.

Tutto ciò è sofisticazione che penalizza quanti si dedicano con passione e professionalità all’arte litografica. Come pure è da considerare sofisticazione truffaldina lo schiacciamento della carta ai bordi dell’immagine di una stampa fotomeccanica, tendente a dimostrare una stampa manuale a pressione che di fatto non c’è mai stata (anche perché non sempre nella litografia originale è evidenziato lo schiacciamento ai bordi dell’immagine).

In attesa che anche da noi in Italia tutta la materia venga regolamentata con severe leggi, come in tutti gli altri paesi, non resta altro al consumatore che affidarsi ad artisti ed editori di provata serietà e pretendere sempre un certificato di originalità, che rispetti le norme della convenzione francese sopra illustrata; ciò per evitare di trovarsi in possesso di semplici fogli di carta stampata, di valore quasi nullo, anche se di autorevole firma.


Galleria cronostorica

Si invitano tutti i collezionisti dell’artista ad inviare le foto delle opere (specificando dimensione, tecnica e data),
così da poter essere pubblicate su questo sito ed in un prossimo catalogo grafico generale.

Invia la foto dell’opera

Matita litografica su lastre di zinco – cm.21×27 – 1998

 

Matita litografica su pietra – cm.21×27 – 1997

 

Litografia originale, cm35x55 – 1996

 

Litografia originale, cm35x55 – 1996

 

Litografia originale, cm70x50 – 1996

 

Inchiostro e matita litografica su lastre di zinco, cm70x50 -1996

 

Matita litografica su lastre di zinco, cm.70×50 – 1996

 

Matita litografica su lastre di zinco – cm.50×70 – 1996

 

Acquaforte – cm.10×25 – 1996

 

Matita litografica su zinco – cm.21×27 – 1996

 

Matita litografica su pietra – cm.21×27 – 1996

 

Matita litografica su lastra di zinco – cm.50×70 – 1996

 

 

Penna litografica su lastra di zinco – cm.17×27 – 1995

 

 

Acquaforte – cm.17×27 – 1995

 

Matita litografica su lastra di zinco – cm.50×70 – 1995

 

Matita litografica su pietra – cm.17×27 – 1995

 

Penna litografica – cm.17×27 – 1995

 

Matita litografica su pietra, cm.20×30 – 1995

 

Matita litografica su pietra – cm.21×27 – 1995

 

Inchiostro litografico su zinco – cm.21×27 – 1995