CHIAROSCURO

Non è facile oggi per un pittore, trovare gli stimoli, la cosiddetta ispirazione, per esprimersi al meglio.

L'ambiente esterno ormai è quasi irrimediabilmente deturpato e le città sono diventate, nella maggior parte dei casi, accozzaglie dissonanti di volumi casuali. Nella tavolozza dell'architettura sono state mescolate una miriade di toni contrastanti, presentandoci un caleidoscopio grigio e piatto.

Tutto in nome di una civiltà del benessere: alibi insano di questo nuovo millennio. la rapidità costruttiva delle moderne tecnologie genera essa stessa impatto visivo troppo forte e violento per essere subito accettato. Si usa dire: "bisogna farci l'occhio". Come dire che col passare del tempo non ci si fa più caso e tutto si appiattisce in una falsa normalità. Il ritmo biologico dell'uomo ha tempi molto lenti in rapporto ai mutamenti incontrollati del paesaggio ed inconsciamente non accetta una evoluzione rapida. Subdolamente però acconsente a tutto ciò che gli può migliorare subito la durezza del vivere quotidiano; più in là spunteranno le ipocrite crisi di rigetto ed andrà a ricercare ambienti ancora primitivi ed incontaminati. (Magari solo per qualche giorno di vacanza!).

In questo mosaico di dissonanze e contraddizioni non trova spazio il pittore. Il ritmo del suo mestiere è mille volte più lento di ciò che lo circonda. Le tessere del suo mosaico quotidiano sono formate da miliardi di particelle pigmentate dai colori più disparati. Niente e nessuno può aiutarlo in tutto questo. Il suo è un mestiere che non ha riscontro nella casualità delle invenzioni e nella moderna tecnologia. Da tempi remoti la sua manualità è sempre uguale. Davanti una tela bianca e vuota; attorno a lui il silenzio e la quiete; per tradurre ed interpretare l'astrazione del proprio sentire.

Nota di riflessione

Molti si chiederanno perché amo "copiare" ed interpretare i grandi pittori del passato. Generalmente le Accademie non invogliano i giovani studenti a copiare opere importanti degli artisti classici. Io ritengo che sia sbagliato: in pittura il copiare è una forma per valorizzare il proprio talento (se questo esiste) e appropriarsi delle tecniche pittoriche che ci fanno sbalordire a guardare ciò che è possibile realizzare con tavolozza, colori e pennelli. Come un pianista non viene "rimproverato" perché interpreta opere di Chopin o Beethoven (prendiamo ad esempio Rubinstein o il giovane attuale Lang Lang) così anche il pittore dev'essere lasciato libero di "copiare" o interpretare a proprio piacimento. Oserei dire: meglio una buona copia che un cattivo originale. Ciò non toglie il fatto che il pittore se vuol essere "artista" deve inventare genialità per le quali sarà ricordato.

Opere recenti

“Canestro e api” – CARAVAGGIO / Falco

TECNICA: Olio su legno DIMENSIONI: cm 50×60 ANNO: 2017

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“Ragazzo con cesto di frutta” – CARAVAGGIO/Falco

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“Il Marchese”

TECNICA: Olio su tela DIMENSIONI: cm 60×80 ANNO: 2017

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“Autoritratto col suonatore di liuto” – CARAVAGGIO / Falco

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